I brevetti, il nuovo oro

“Bill Gates non possiede niente di tangibile, non possiede oro, non petrolio, non fabbriche, non eserciti; per la prima volta nella storia, l’uomo più ricco del mondo possiede soltanto conoscenza”.

Lester Thurow, economista del M.I.T.

Nell’ultima decina d’anni si è concretizzata l’espressione “scientia est potentia” che fu coniata da Sir Francis Bacon più di 500 anni fa.
Come testimonia infatti la frase di Lester Thurow, sopra riportata, oggi l’uomo più ricco del mondo non è un emiro od un sultano, ma un uomo dalla mente agile e brillante, che non possiede oro o petrolio, ma brevetti e marchi.

Il valore dei brevetti
Come noto i brevetti oltre alla valenza legislativa, che permette di poter utilizzare in esclusiva un’idea o di cederla in licenza, hanno anche un valore economico molto rilevante.
Oggi infatti il valore di un’impresa viene calcolato sempre più in base ai beni immateriali, primi fra tutti brevetti e marchi.
Alcuni casi eclatanti, che testimoniano quanto affermato, sono quelli del pagamento di 1 miliardo di Dollari da parte di Samsung ad Apple, in seguito a un giudizio negli USA, o del rimborso di 3,3 Milioni di Euro ottenuto da una piccolissima ditta tedesca, la Sight Sound Technologies, in risarcimento per la subita contraffazione di un proprio brevetto, oppure ancora dei marchi Apple, Google e Coca-Cola, valutati nel 2015 rispettivamente 113, 67 e 64 miliardi di Dollari.
Chiaramente, oltre ai brevetti e marchi citati, qualunque brevetto ha un suo preciso valore economico.

Altri vantaggi dei brevetti
Come già accennato il brevetto fa si che un invenzione possa essere trattata come un bene materiale, quindi cedibile o affittabile.
L’esistenza del brevetto permette di concedere a terzi, tramite un accordo, il diritto, esclusivo o meno, di realizzazione dell’invenzione in cambio di un prezzo fissato o di una royalty.
Proprio grazie alla stipulazione di queste licenze è possibile, per il titolare del brevetto, raggiungere mercati che altrimenti non sarebbero raggiungibili per mancanza di mezzi o fondi.
I brevetti possono infine essere dati come garanzia per l’accesso a crediti bancari.

I brevetti definiscono lo stato dell’arte
Se, come abbiamo detto, i brevetti sono il nuovo oro, i nuovi “Fort Knox” sono le banche dati degli uffici brevetti nazionali, ma, diversamente dai loro corrispettivi aurei, gli uffici brevetti nazionali sono consultabili, e la maggior parte dei brevetti ivi contenuti sono scaduti, o non estesi in paesi strategici.
Si rileva tra l’altro che la gran parte dei brevetti presenti non sono noti nemmeno agli esperti del settore.
Viste le premesse si delinea chiaramente la possibilità di utilizzare la totalità dei brevetti depositati, anziché subirli.
Per poter essere informati circa i brevetti di uno specifico settore è sufficiente far realizzare una ricerca all’ufficio brevetti.

I brevetti realizzati da terzi possono fornire:

  •  informazioni sullo stato dell’arte e sugli sviluppi del mercato.
  • precise indicazioni per la realizzazione di dispositivi non più legalmente protetti, a causa della scadenza del brevetto o a causa della non estensione del brevetto nel nostro o in altri paesi.
  •  idee e spunti per la risoluzione di problemi.