Curiosando nella classificazione dei marchi

Come è ben noto, la “Classificazione” è stata istituita alla Conferenza diplomatica di Nizza il 15 giugno 1957, riveduta a Stoccolma nel 1967 e a Ginevra nel 1977, e modificata nel 1979.

La Classificazione è poi periodicamente aggiornata ed al momento vige la decima edizione.

Comprende 45 classi e moltissime voci all’interno delle classi, voci che possono essere consultate sia alfabeticamente sia raggruppate per pertinenza a specifiche classi.

Nell’insieme la Classificazione è volumetricamente molto consistente e forse si può dire che di fatto raccoglie ed elenca tutte le attività e tutte le realizzazioni dell’umanità, in modo ordinato.

Elenca anche attività culturali, servizi giuridici, ristorazione ecc., voci normalmente estranee ad esempio alle classificazioni dei brevetti.

Tutto ciò che può essere munito di un marchio e presentato al nostro prossimo come attività umana o risultato di essa è – o dovrebbe essere – elencato in dettaglio o almeno sinteticamente nella Classificazione.

Può così sorgere una piccola curiosità che è l’argomento di questo breve scritto: quante sono le voci della Classificazione, così da avere una inusuale e almeno approssimata quantificazione per categorie della multiforme attività umana ?

Le voci della Classificazione sono tutte numerate, ma ciò non aiuta.

Infatti, saggiamente, in vista di futuri ampliamenti, la prima classe parte dal numero 10 000, la seconda dal numero 20 000, e così via fino all’ultima, la quarantacinquesima, che parte dallo stratosferico numero 450 000.

All’interno di ciascuna classe i numeri terminano molto prima di aver raggiunto le 10 000 unità.

Il record della brevità spetta alla classe 27 (tappeti, … rivestimenti, … tappezzerie, …) che inizia con una prima voce contrassegnata con il numero 270 001 e che termina con una voce contrassegnata dal numero 270 018. In tutto 18 voci. E la successiva classe 28 inizia con il numero 280 001.

È comunque possibile, senza troppi sforzi, individuare e sommare le specifiche quantità di ciascuna classe, per soddisfare la nostra piccola curiosità.

Il valore che si ottiene è 9 562: sarebbero pertanto circa (qualche numero risulta omesso o saltato) novemilacinquecento le attività umane ed i risultati delle stesse che in tanti anni si è riusciti ad individuare ed elencare, almeno in modo approssimato.

Volendo con un po’ di fantasia dare un valore a questa piccola analisi, potremmo dire che ognuno di noi nella sua attività è idealmente contrassegnato – con precisione o con approssimazione – da uno specifico numero in riferimento ad una delle circa novemilacinquecento voci in cui è classificato l’operare umano o il risultato del nostro operare.

Quale numero contrassegnerà ad esempio il nostro vicino casa? Come considerare le persone volontariamente o loro malgrado o per errore senza un numero? O quelle con più numeri?

Tralasciando per un attimo le allegre fantasie e tornando ai valori numerici della Classificazione, si può ancora evidenziare che le classi da 1 a 34, riservate ai prodotti, includono in totale circa 7800 voci (per l’esattezza 7829).

In questo gruppo la parte del leone la fa la classe 9 relativa a dispositivi scientifici, elettrici, elettronici …, (con 736 voci), seguita dalla classe 1 per prodotti chimici vari (683 voci).

Le più povere sono la classe 27, per tappeti, tappezzerie …, (con 18 voci) e la classe 23, per fili per uso tessile, (con 32 voci).

Le classi da 35 a 45, relative ai servizi, includono complessivamente circa 1700 voci (per l’esattezza 1733) e la classe più ampia quanto a servizi elencati è la 42, per servizi scientifici, tecnologici, di ricerca …, (con 234 voci) seguita dalla classe 45, per servizi giuridici, sociali …, (con 223 voci).

Le classi più povere di voci sono la 38, per telecomunicazioni, (con 52 voci), e la 39 per trasporto, imballaggio, viaggi …, (con 109 voci).

Sarà un pregio od un difetto (o irrilevante!) appartenere idealmente ad una classe formata da poche voci?

Se è un pregio dobbiamo guardare con molto rispetto il nostro tappezziere: la sua attività si esplica in un settore individuato dalla classe 27, quella che ammette al suo interno solo 18 voci!

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