Il blog “Knowledge is power” trasloca e, come consigliato dagli specialisti del marketing ed indicizzazione prende casa insieme a lunati-mazzoni.com (https://www.lunati-mazzoni.com/blog/).
Insieme ad un po’di nostalgia, siamo ansiosi di cominciare la nuova avventura… avremo inoltre il controllo completo e diretto del sito, aspettatevi parecchie novità e non mancate di lasciare le vostre impressioni!

BREVETTI E INVENZIONI – MANUALE BREVE PER IMPRENDITORI LUNGIMIRANTI

È uscito il primo libro sui brevetti dedicato agli imprenditori!

Vi spiegherà:

Come evitare problemi con i concorrenti e difendersi in caso di attacco?
Come scegliere e dialogare con il professionista?
Come monetizzare il brevetto mantenendo un vantaggio sulla concorrenza?
Come realizzare le invenzioni?
Le risposte di un Patent Attorney che ha vissuto nel cuore dell’industria italiana.

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Ma soprattutto, lasciate una recensione su Amazon.

È uscito un interessante studio dell’EPO sulla commercializzazione delle invenzioni da parte delle PMI.

Tra i motivi principali per cui le aziende mantengono i brevetti, sono elencati: l’ottenimento dell’esclusiva (e vorrei ben vedere), l’aumento di reputazione, la possibilità di contrattualizzare la tecnologia, la possibilità di dare in licenza il brevetto, la possibilità di ottenere finanziamenti ed anche… la Freedom to Operate (???).

Come saprete la freedom to operate è la possibilità di realizzare un qualcosa senza dover licenze e diritti a terzi. La presenza di un brevetto non comporta una annessa freedom to operate, comporta invece la possibilità di vietare a terzi di realizzare l’oggetto del brevetto.

L’EPO stessa, nella citata analisi, si sente in dovere di specificare questa anomalia indicando, in una apposita nota:

Freedom-to-operate (FTO) analyses are usually conducted before or in preparation for commercialisation activities. They allow a company to determine whether an invention, product or technology can be used without running the risk of infringing someone else’s patent rights.

Anche l’EPO sostanzialmente smarca il brevetto dalla FTO.

La verità è che tante aziende fanno questo tipo di errore, di considerare il brevetto anche una FTO. Posso testimoniare che ho visto aziende dal fatturato a 11 zeri commettere lo stesso errore!

Talmente tante sono le aziende che fanno questo errore che finisce un po’per essere una mezza verità! La citata azienda dal fatturato a 11 zeri decise di acquistare un prodotto oggetto di brevetto perché quest’ultimo li avrebbe messi al sicuro da accuse di contraffazione! Trasformando, nei fatti, l’errore in una parziale verità.

BREVETTI

“Brevetti+ ” è l’incentivo per valorizzare i brevetti più attuali e i progetti più qualificati che derivano dai risultati della ricerca pubblica e privata. Le agevolazioni sono destinati alle imprese, anche appena costituite, con sede legale e operativa in Italia, che possiedono almeno uno dei seguenti requisiti:

  • sono titolari o licenziatari di un brevetto rilasciato successivamente al 1° gennaio 2013
  • hanno depositato una domanda di brevetto successivamente al 1° gennaio 2013
  • sono in possesso di una opzione d’uso o di un accordo preliminare di acquisto o di acquisizione in licenza di un brevetto rilasciato successivamente al 1° gennaio 2013
  • sono spin-off accademici costituiti da meno di 12 mesi e titolari di un brevetto concesso successivamente al 1° gennaio 2012

Le agevolazioni prevedono un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 140.000 euro che non può superare l’80% dei costi ammissibili. Per gli spin-off accademici le agevolazioni possono arrivare al 100% dei costi ammissibili.

Gli incentivi sono concessi nel regime de minimis.

 

 

MARCHI

Il bando prevede contributi alle pmi di tutte le regioni per favorire la registrazione di marchi comunitari e internazionali. Il programma prevede due linee di intervento:

Misura A) Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi comunitari presso UAMI (Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno) attraverso l’acquisto di servizi specialistici

Misura B) Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici

L’agevolazione è così strutturata:

  • Misura A : 80% delle spese ammissibili sostenute. Importo massimo dell’agevolazione: € 6.000 per ciascuna domanda di marchio depositata presso EUIPO. L’agevolazione può essere concessa fino al valore massimo di € 20.000 per impresa
  • Misura B: 80% delle spese ammissibili sostenute Importo massimo dell’agevolazione: € 6.000 per ciascuna domanda di registrazione di marchio depositata presso OMPI che designi un solo Paese; € 7.000 per ciascuna domanda di registrazione di marchio depositata presso OMPI che designi due o più Paesi. 90% delle spese ammissibili sostenute nel caso in cui la designazione interessi Usa e/o Cina.

Importo massimo dell’agevolazione:
– € 7.000 per ciascuna richiesta relativa ad un marchio depositato presso OMPI che designi Usa o Cina
– € 8.000 per ciascuna richiesta relativa ad un marchio depositato presso OMPI che designi Usa e/o Cina e uno o più Paesi
L’agevolazione può essere concessa fino al valore massimo di € 20.000 per impresa

 

 

DESIGN

Il Bando DISEGNI+3 mira a sostenere la capacità innovativa e competitiva delle PMI attraverso la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei disegni/modelli sui mercati nazionale e internazionale.

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a euro 13 milioni e le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili.

Le agevolazioni sono finalizzate all’acquisto di servizi specialistici esterni per favorire:

La messa in produzione di nuovi prodotti correlati ad un disegno/modello registrato (Fase 1 Produzione).
Sono ammissibili le spese sostenute per:

  • ricerca sull’utilizzo dei nuovi materiali;
  • realizzazione di prototipi e stampi;
  • consulenza tecnica relativa alla catena produttiva;
  • consulenza legale relativa alla catena produttiva;
  • consulenza specializzata nell’approccio al mercato (strategia, marketing, vendita, comunicazione).

La commercializzazione di un disegno/modello registrato (Fase 2 – Commercializzazione).
Sono ammissibili le spese sostenute per:

  • consulenza specializzata nella valutazione tecnico-economica del disegno/modello e per l’analisi di mercato, ai fini della cessione o della licenza del titolo di proprietà industriale;
  • consulenza legale per la stesura di accordi di cessione della titolarità o della licenza del titolo di proprietà industriale;
  • consulenza legale per la stesura di eventuali accordi di segretezza.

Siamo in attesa entro fine novembre della pubblicazione dei bandi che attiveranno ufficialmente i rispettivi strumenti. Le informazioni riportate in questo articolo potrebbero dunque subire modifiche in caso di cambiamenti nella normativa durante l’approvazione dei nuovi bandi.

Mancano meno di due settimane, e ancora non sappiamo con certezza se il Regno Unito il 31 ottobre uscirà dall’Unione Europea, a seguito dell’esito del referendum tenuto il 23 giugno 2016.

Ci sarà una nuova proroga? Si porterà a compimento la Brexit? Hard Brexit o con accordo?

Quello che è certo, è che nel secondo caso i marchi e i design dell’Unione Europea non saranno più validi nel Regno Unito.

Tuttavia, secondo quanto ci dicono corrispondenti locali, l’ufficio brevetti e marchi britannico (UK IPO) provvederà automaticamente a ‘clonare’ tutti i marchi e i design registrati dell’Unione Europea, creando dei marchi e design validi per il Regno Unito, mantenendo però tutti i dettagli dei marchi originari EUIPO.

Diverso approccio verrà attuato per i marchi e design dell’Unione Europea già depositati ma non ancora registrati (quindi in fase ‘pending’): per questi sarà necessario avviare una procedura di applicazione per convertire la frazione britannica del marchio (o del design) in una applicazione UK, mantenendo anche in questo caso i dati originari.

Inizierà quindi un periodo di transizione della durata di nove mesi, durante i quali raccomandiamo di far seguire la pratica al vostro consulente in proprietà industriale (ad esempio la Lunati & Mazzoni ?, ai nostri clienti invieremo appositi avvisi in caso di Brexit), in modo da controllare il corretto svolgimento della procedura, in particolare per quanto riguarda le domande ‘pending’.

Tali procedure dovrebbero essere adottate anche in caso di ‘Hard Brexit’, vale a dire Brexit senza accordi con l’Unione Europea.

Manteniamo monitorata la situazione e promettiamo aggiornamenti.

Dopo l’ingresso del Canada nel Marchio Internazionale, anche Brasile (dal 2 ottobre 2019) e Malesia (dal 27 Dicembre 2019) sono entrate a far parte del Sistema di Madrid per il marchio Internazionale.

Entrambe la nazioni hanno deciso un tempo limite di 18 mesi per notificare eventuali rifiuti. Il Sistema di Madrid sta quindi colmando anche l’importante lacuna della quasi totale assenza del Sud America.

Ho appena terminato una cosiddetta Freedom to Operate (FTO)… 1243 pagine condensate in cinque volumi che completano il lavoro.

Come dice il nome stesso, la FTO è un’analisi, spesso corredata da ricerca, che consente di verificare se un dispositivo può essere immesso su specifici mercati o se esistono dei rischi di tutele brevettuali di terzi in corso.

La FTO è ancora poco nota in Italia. Nel nostro paese non è mediamente ancora chiaro, agli imprenditori, che un brevetto non serve a consentirci di realizzare qualcosa ma a vietare a terzi di realizzare o commercializzare qualcosa.

Esistono anche brevetti validi ma dominati, ossia brevetti che descrivono un dispositivo che interferisce con un brevetto preesistente. Immaginiamo, per esempio che l’azienda Beta realizzi un telaio dalle forme innovative realizzato obbligatoriamente in una particolare lega leggera. Supponiamo che la particolare lega leggera sia stata realizzata brevettata pochi anni prima dall’azienda Alfa.

L’azienda Beta avrà un valido brevetto, visto che la forma del telaio è innovativa, ma senza il consenso dell’Azienda Beta.

Nassim Taleb, autore de “Il cigno nero” afferma che in realtà innovazioni apparentemente molto semplici e sotto gli occhi di tutti sono delle vere breakthrough innovation.

Taleb porta ad esempio il trolley, una semplice aggiunta di ruote sotto una valigia, che ha cambiato la sua vita di viaggiatore.

Nel mio piccolo, mi sembra di star assistendo ad una di queste breakthrough innovation banali, che conferma la teoria di Taleb.

Sono un ciclista occasionale, da sempre appassionato alla tecnologia della bicicletta, conosco da anni i problemi connessi al cambio. Il numero di ingranaggi è elevato e comporta un peso elevato, inoltre l’efficienza della trasmissione è ridotta quando la catena non lavora in linea retta.

L’azienda “Ceramicspeed” ha recentemente presentato una nuova trasmissione (vedi illustrazione), che consente di mantenere sempre una efficienza prossima al 98%, un peso ridotto e una incredibile varietà di rapporti! Probabilmente assisteremo nei prossimi anni ad una completa rivoluzione dei cambi di biciclette, inalterati da circa mezzo secolo!

La stessa altro non è che la modernizzazione delle trasmissioni utilizzate all’inizio dello scorso secolo.

Se ora torno al mondo brevettuale e penso al problem-and-solution approach… sono un po’dubbioso… brevetti di simili innovazioni possono facilmente ricadere nei casi di ovvietà in seguito alla combinazione di un documento e le comuni conoscenze generali del tecnico del ramo, od anche alla combinazione di due documenti.

Certo abbiamo la possibilità di sostenere presso l’European Patent Office che si tratta di un bisogno a lungo sentito, che è un indicatore di inventive step… ma gli indicatori sono in genere considerati secondari rispetto alle indicazioni documentali.

Ad esempio, l’illustrazione di una bici con una normale connessione conica e un documento che spieghi che una connessione, analoga a quella qui illustrata, ha un rendimento elevato, seguendo il problem-and-solution approach renderebbe nullo un brevetto della trasmissione.

Forse l’EPO dovrebbe calarsi maggiormente nella realtà industriale e considerare di più le prove storiche e di mercato.

Leggo i nuovi obiettivi proposti dall’EPO, circa le tempistiche di concessione dei brevetti Europei, nell’apposito report e scrivo a ruota libera, un po’guidato dalla vacanza che si avvicina…

L’EPO si propone di realizzare la ricerca mediamente in meno di 6 mesi, e questo obiettivo è già raggiunto e superato

L’EPO si propone di terminare l’opposizione in meno di 15 mesi… e non è lontana dall’obiettivo.

L’EPO si propone, infine, di realizzare l’esame in meno di 12 mesi (dal pagamento della tassa d’esame immagino)… qui vorrei mettere l’emoticon della faccina dell’Urlo di Munch! Tale obiettivo è molto distante (siamo a 22.3 mesi).

Io più che accorciare i tempi d’esame tenderei ad uniformarli. Noto che alcune domande sono esaminate rapidamente, altre molto più lentamente.

Noto che la “PACE procedure”, un tempo efficace, ora non sembra avere più alcun effetto… perché non mettere una tassa di “Accelerated Examination” e esaminare più velocemente davvero alcune domande. Sento che l’EPO incentiva sempre gli attorney a proporre riferimenti alla pior art, c’era addirittura la proposta di rendere obbligatoria una ricerca di anteriorità per i mandatari. Perché non proporre un premio: chi trova la prior art corretta e la inserisce nel testo ha uno sconto sulla tassa di ricerca del 50%.

In Cina è previsto, a breve, un nuovo ciclo di riforme della legge sulla proprietà intellettuale.

La revisione della legge sui marchi è tra le più importanti.

Infatti, negli ultimi anni, insieme all’importante crescita delle richieste di marchio, in Cina è aumentato notevolmente il fenomeno del Trademark Squatting.

In breve il Trademark Squatting accade quando una parte presenta intenzionalmente una domanda di registrazione di un marchio utilizzato da un secondo soggetto, in un paese in cui tale secondo soggetto non detiene una registrazione di marchio.

Tale fenomeno è diventato sempre più evidente ed è chiaramente in contrasto con le leggi marchi internazionali. Inoltre, molti professionisti in Cina ritengono che la procedura di registrazione sia troppo complessa e lunga.

Le questioni di cui sopra hanno reso imminente il quarto emendamento della legge sui marchi. Emendamento che mira a stabilire un quadro di registrazione efficiente, abbreviare il ciclo di registrazione, discutere e migliorare il sistema giudiziario limitando alla base il Trademark Squatting e attività di accaparramento di massa dei marchi e sottolineando il dovere di usare il marchio e promuovere l’uso effettivo e gli attributi essenziali del marchio. Visto che siamo tutti i giorni lottiamo contro il Trademark Squatting in Cina dei marchi dei nostri clienti, non possiamo che sperare che la riforma sia effettiva. Ovviamente il metodo più sicuro, economico ed efficace per evitare il Trademark Squatting in Cina è registrare il proprio marchio in loco. Un costo di circa un migliaio di Euro può portarvi a risparmi milionari.