Tramite un articolo sul proprio blog (https://blog.google/outreach-initiatives/public-policy/reforming-the-patent-system-to-support-american-innovation/) del proprio consulente generale Halimah DeLaine Prado, Google lancia, a mio parere, una forte accusa al sistema brevettuale Statunitense, indicando che lo stesso ha consentito un aumento delle liti brevettuali del 46% negli ultimi 3 anni e lamentando addirittura che ultimamente l’apprezzata “cultura dell’innovazione americana” si sta trasformando nella “cultura della causa”. L’accusa non è ovviamente diretta, ma posta in termini positivi, indicando possibili miglioramenti futuri.

Immagino che i patent attorney di tutto il mondo, abbiamo fatto come il sottoscritto, si siano alzati in piedi e abbiano fatto un applauso dopo la lettura dell’articolo. Interessante anche notare come Google abbia indirizzato (Giustamente) le critiche esclusivamente al sistema brevettuale statunitense e non ne abbia fatto una critica generale dei sistemi brevettuali.

Quest’articolo ribadisce quanto ho sempre affermato ai Clienti della LM, quando avevamo problemi nella concessione di brevetti in US, sulla base di obiezioni continuamente nuove e che ritenevamo di scarsa qualità. Non è un problema di campanilismo Statunitense, leggevo che le stesse problematiche erano lamentate dai mandatari Statunitensi nei forum di settore, non è neanche una questione di piccole/grandi aziende, la lamentela arriva da Google.

Google propone le proprie soluzioni:

  • Migliorare la qualità dell’esame brevettuale investendo nell’USPTO (a mio parere anche la base giurisprudenziale sarebbe da migliorare, il problem-solution approach dell’EPO, ad esempio, funziona molto meglio),
  • Impedire il forum shopping (anche se non si dice come, l’unica soluzione credo che sia con un tribunale centralizzato, come stanno sviluppando in Europa),
  • Ripristinare le procedure di opposizione (ancora una volta come in Europa).

Insomma, come in Europa e Cina si va verso la creazione di pochi, se non unici, tribunali o centri di giudizio dei brevetti iperspecializzati. Non vedo altra soluzione possibile, per una materia così complessa che unisce tecnica, legge e tecnica.

Circa l’ultimo punto e la situazione Europea, mi piacerebbe che la procedura di opposizione Europea potesse essere prorogata anche dopo i 9 mesi, magari denominandola “annullamento”, come succede presso l’EUIPO, e aumentando le fee di accesso… Se poi affiancassero all’EPO anche un dipartimento che avesse il compito di fornire pareri ufficiali sulla contraffazione brevettuale, il tanto sudato UPC sarebbe sostanzialmente inutile.

 

Negli ultimi giorni sta girando nei blog di informatica ed elettronica, uno degli ultimi brevetti dalla Apple® che descrive un computer integrato in una tastiera.

Wow! Il Commodore 64® è tornato mi viene da pensare!

Ovviamente, per deformazione professionale, cerco e scarico il brevetto, guardo dove è stato esteso e cosa rivendica. Già che ci sono gli faccio un micro esame di validità, considerando il Commodore 64® come closest prior art.

Claim 1:

A computing device, comprising (Commodore 64® lo era),

an enclosure at least partially defining an internal volume and an external surface (Commodore 64® lo aveva);

a keybord positioned at the external surface (Commodore 64® la aveva);

a processing unit disposed within the internal volume (Commodore 64® lo aveva);

a memory communicatively coupled to the processing unit, the memory disposed within the internal volume (Commodore 64® la aveva);

a singular input/output port positioned at an orifice defined by the enclosure and communicatively coupled to the processing unit and the memory, the singular input/output port configured to:

receive signals and power; and

output signals from the processing unit.

Ok, queste ultime caratteristiche il Commodore 64® non le aveva, aveva una pluralità di porte, una per l’energia, una per il video…

Mi cade lo sguardo sul cellulare… una singola porta USB-C… è chiaro che il brevetto verrà fortemente limitato e forse mai concesso.

Se fossi la concorrenza della Apple® non mi preoccuperei, se anche volessi fare un computer integrato in una tastiera sarebbe sufficiente mettere una porta in più, che ne so una presa per le cuffie, sempre gradita o due USB-C.

Poi guardo le estensioni del brevetto. Su Espacenet® risulta esteso esclusivamente negli Stati Uniti e in Cina…

Sicuramente la Apple® non ha in mente di produrre un simile computer, sembra più che altro un brevetto “di sicurezza”, per evitare titoli altrui o depositato con l’intenzione “si sa mai in futuro”.

Mannaggia, molto probabilmente non vedrò a breve il ritorno del Commodore 64® 😔

Tutte queste informazioni addizionali sono chiare agli occhi di un professionista, mentre i blogger di tecnologia paventavano il ritorno del computer-tastiera.

Fate fare le sorveglianze brevettuali da professionisti, non fatevi mettere fuori strada!

Il 18 gennaio scorso, l’Austria ha ratificato l’Agreement on a Unified Patent Court, rendendo di fatto molto vicino e prossimo il Brevetto Europeo Unitario.

I brevetti unitari permetteranno di ottenere la validazione del brevetto in 25 Nazioni membri dell’UE presentando una singola richiesta all’EPO.

Di fatto, parte dell’Unione Europea, sarà considerata un’unica nazione di validazione del Brevetto Europeo (Questa volta privo della parola “Unitario”).

I brevetti Unitari si baseranno sui brevetti europei concessi dall’European Patent Office secondo le regole della Convenzione sul brevetto europeo (EPC), quindi non cambierà nulla nella fase precedente alla concessione e saranno applicati gli stessi standard elevati di ricerca ed esame di qualità. Dopo la concessione di un brevetto europeo, il titolare del brevetto potrà richiedere l’effetto unitario, ottenendo così un brevetto unitario che fornisce una protezione uniforme del brevetto in un massimo di 25 Stati membri dell’UE.

Viste le premesse il brevetto unitario porterà ad una riduzione di costi.

Ma c’è di più.

Infatti, i brevetti Europei, passati e futuri, potranno essere giudicati presso un tribunale internazionale unificato Europeo, appunto l’Unified Patent Court.

Esiste anche un rovescio della medaglia. Potrete essere chiamati a rispondere di presunta contraffazione direttamente da aziende tedesche e francesi.

Certo, anche prima era così, specie per le grandi aziende, ma fino a un certo punto.

Facendo un parallelo calcistico, prima avevamo la Champions League, le squadre top dovevano comunque confrontarsi anche a livello Europeo, ma le squadre non-top potevano accontentarsi di un palco italiano. Ora invece avremo un unico campionato con squadre provenienti da tutti i paesi, dobbiamo aspettarci partite domenicali con squadre tedesche, francesi e olandesi.

Sarà necessario prestare molta più attenzione alla proprietà industriale, innanzitutto per evitare problemi, in secondo luogo per sfruttare al meglio i Vostri titoli IP.

La soluzione è comunque alla portata di tutti:

  • analisi di Freedom to Operate sulle Vostre novità,
  • monitoraggio attento delle novità dei Vostri concorrenti.

Inutile evidenziare che siamo qui per Voi e che i nostri consulenti hanno già ottenuto le abilitazioni per rappresentarvi presso il Tribunale Europeo Unificato.

Nuovo video che tratta di come sia scritto un brevetto, come sia definito l’ambito di tutela, come sia esaminato l’oggetto dell’invenzione e che cosa sono le rivendicazioni.

Postiamo il primo, di una serie di video esplicativi che saranno pubblicati su YouTube settimana per settimana.
Riguarda la procedura di primo deposito di un brevetto.
Iscrivetevi al nostro canale YouTube per non perderne nemmeno uno!

https://www.youtube.com/watch?v=v0J9b_2sfW8&ab_channel=LUNATI%26MAZZONIUfficioBrevettimarchiMilano

 

Il nuovo Patent Box, previsto dall’art. 6 del decreto legge 21 ottobre 2021, n. 146 [agg. e successive modifiche], il cosiddetto “Decreto Fiscale” prevede che i costi di ricerca e sviluppo sostenuti dalle imprese in relazione a software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi d’impresa, disegni e modelli, nonché processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili sono deducibili al 210%.

L’articolo prevede che le attività di ricerca possano anche essere realizzate da enti esterni, quali università o altri.

In breve, se finalizzate a ottenere brevetti o marchi potrete detrarre dalle imposte il 190% dei costi di:

  • costi di ricerca e sviluppo interni (personale, attrezzature…),
  • costi di ricerca e sviluppo esterni (Università, enti di ricerca, consulenze…),
  • costi di brevettazione o registrazione.

Saranno predisposti, a breve, appositi modelli dell’Agenzia delle Entrate per adempiere alle formalità necessarie ad ottenere la detta deduzione.

In conclusione, con la registrazione di brevetti o marchi potrete facilmente realizzare un risparmio di imposte superiore al costo di questi ultimi.

Dialogo odierno con Cliente, costituito da un’azienda della quale due soci si sono presentati in call (Cliente: C, lo scrivente: V).
Background: una nostra Cliente ha un brevetto che è stato contraffatto. La Cliente ha scritto direttamente al contraffattore ed è nata una collaborazione tra Cliente e (ex) Contraffattore, che ha a sua volta portato alla nascita di un nuovo importante business.
C: Visto che questo dispositivo sarà venduto in tutto il mondo temiamo contraffazioni a pioggia.
V: Immagino di sì, lo suppongo anch’io.
C: Per difenderci dovremo spendere milioni.
V: Quanto avete speso per difendervi dalla contraffazione dell’ex Contraffattore.
C: 0 (fatto gesto con la mano).
V: Ecco…
C: Si ma lì non abbiamo speso perché l’ex Contraffattore intendeva cooperare.
V: Sbagliato, non vi avrebbe mai dato un Euro, perché avrebbe dovuto. Gli avete mostrato il brevetto si è un po’lamentato e vi ha riconosciuto una royalties.
C: (annuisce).

Sono un grande estimatore di Elon Musk.

Impensabile come un uomo possa pensare e fare tutti i passaggi necessari per portare l’uomo su Marte, oltre l’eroico!

Devo però fare i conti con le sue parole sui brevetti:

https://www.youtube.com/watch?v=IcIzaqSnBdA&ab_channel=ThenotsoboringMan

Elon sostiene che:

  • I brevetti sono inutili,
  • I brevetti arricchiscono solo gli avvocati, ad esempio nella lite tra Samsung ed Apple nessuno ci ha guadagnato (Strano ricordo 0,5 Miliardi di Dollari pagati da una parte all’altra),
  • I brevetti servono per rallentare la concorrenza (ma non erano inutili?) ma a lui non interessa rallentare la concorrenza.

Ma l’argomentazione vincente è: se al gruppo Tesla Motors non interessano i brevetti, perché ne deposita più di 300 ogni anno? (Fonte: https://insights.greyb.com/tesla-patents/).

Come dicevano una volta: “Guarda quello che la gente fa, non quello che la gente dice“.

OK, i brevetti sono impopolari al grande pubblico, è diverso. Elon Musk è un grandissimo imprenditore e sa che la sua immagine è fondamentale!

Alla Lunati & Mazzoni cerchiamo un nuovo ingegnere (meccanico, energia), anche al primo impiego, che intenda diventare consulente in brevetti.

Indispensabili: voglia di fare e di imparare e un ottimo possesso della lingua inglese!

Se interessati inviate curriculum a candidature(at)lunati-mazzoni.com

Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n.175 del 23 luglio 2021 del decreto direttoriale 13 luglio 2021 di programmazione delle risorse da assegnare alle misure Brevetti+Disegni+ e Marchi+ prende avvio il percorso per la riapertura dei bandi, così come previsto dalle Linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale per il triennio 2021-2023 adottate con il D.M 23 giugno 2021.

La dotazione finanziaria di 38 milioni di euro da destinare ai contributi alle PMI è così ripartita: 23 milioni per Brevetti+; 12 milioni per Disegni+; 3 milioni per Marchi+.

I nuovi bandi, che saranno emanati entro fine mese, conterranno anche i termini di presentazione delle domande di contributo (presumibilmente a partire dal mese di settembre).

Affrettatevi ad attivarvi, sono bandi che si esauriscono prestissimo!