Nel panorama dell’imprenditorialità e della tutela della proprietà intellettuale, la registrazione di un marchio rappresenta un passo fondamentale per salvaguardare l’identità e i valori di un’azienda, oltre a costituire una mossa strategica per distinguersi all’interno di un mercato sempre più competitivo.

Il costo per la registrazione di un marchio varia in base al numero di classi di prodotti e servizi designati ed ai paesi nei quali il marchio è registrato.

Lunati&Mazzoni si propone di guidare i clienti attraverso questo percorso, fornendo una panoramica chiara e dettagliata dei possibili costi associati.

Comprendere le differenze tra le varie opzioni e le loro implicazioni finanziarie è essenziale per formulare una strategia di registrazione che sia non solo efficace ma anche economicamente sostenibile.

Naviga con sicurezza nel complesso universo dei prezzi del marchio: vediamo insieme quanto costa registrare un marchio.

Quanto costa fare un marchio registrato in Italia e all'estero?

I costi per la registrazione di un marchio dipendono dal territorio scelto e dal numero di classi merceologiche. In Italia, le tasse di deposito partono da 101 euro per una singola classe. A livello europeo, la tassa base è di 850 euro. A questi andranno aggiunti gli onorari professionali dello studio.

I costi per la registrazione di un marchio a livello internazionale, invece, variano enormemente in base ai Paesi designati (es. USA o Cina) e al valore del Franco Svizzero per le procedure WIPO.

In generale, i costi devono quindi tenere in considerazione una tassa di deposito e un costo per la consulenza dello studio che deve essere in grado di suggerirvi la corretta registrazione del marchio in modo che sia ampio e valido.

Il costo per la tassa di deposito è ciò che costituisce gran parte del costo del marchio ed è proporzionale al numero di classi scelte. Il valore aggiunto dei nostri consulenti è quello di valutare un marchio in base ai prodotti/servizi designati e indirizzare i clienti verso le giuste classi di registrazione.

In seguito al deposito, Lunati & Mazzoni monitorerà poi per voi scadenze ed eventi vari gratuitamente e senza costi ulteriori.

Per 10 anni dalla registrazione, scadenza entro la quale sarà necessario rinnovare il marchio, non avrete ulteriori costi aggiuntivi.

In molti casi, i marchi depositati sono registrati senza ulteriori richieste di chiarimenti od opposizioni, tuttavia può succedere che marchi Europei o marchi Italiani subiscano delle opposizioni da parte di terzi. In tali casi, e nel caso di liti e richieste di annullamento, il richiedente alla registrazione del marchio deve tenere conto che si presenteranno dei costi aggiuntivi.

Quindi, ricapitolando, possiamo dividere i costi di un marchio, un brand o un logo in costi fissi o variabili.

Costi fissi

– Costo di deposito: includendo la tassa di deposito e il costo per la consulenza dello studio, questo costituisce una spesa iniziale obbligatoria per la registrazione del marchio. Il servizio di consulenza aiuta a garantire che la registrazione del marchio sia eseguita correttamente, coprendo in modo ampio e valido i prodotti/servizi designati e definendo la giusta forma da registrare.

– Monitoraggio post-deposito: Lunati & Mazzoni offre il monitoraggio di scadenze ed eventi vari senza costi aggiuntivi per 10 anni dalla registrazione, periodo dopo il quale il marchio dovrà essere rinnovato. Il monitoraggio è eseguito con controlli incrociati indipendenti di diversi database, in modo da non perdere nessuna scadenza.

Costi variabili

– Numero di classi: il costo per la tassa di deposito varia in base al numero di classi di prodotti/servizi scelte per la registrazione. I marchi sono registrati in base ai prodotti/servizi offerti, suddivisi in diversi gruppi o classi, e il costo aumenta proporzionalmente al numero di classi selezionate.

– Opposizioni e liti: sebbene molti marchi vengano registrati senza la necessità di ulteriori chiarimenti o opposizioni, esiste la possibilità che marchi europei o italiani subiscano opposizioni da parte di terzi. Inoltre, nel caso di liti o richieste di annullamento, il richiedente dovrà affrontare costi aggiuntivi variabili, dipendenti dalla natura e dalla complessità delle dispute legali.

Quanto costa la tassa di registrazione del marchio?

La tassa di registrazione del marchio presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi ammonta a 101 euro per la prima classe e 34 euro per ogni classe aggiuntiva. Per l’Unione Europea, il costo della tassa è pari a 850 euro per una classe, più 50 euro per la seconda.

Per dare massima chiarezza a chi ci domanda quanto costa depositare un marchio, abbiamo creato una sintesi delle sole tasse governative (esclusi gli onorari professionali necessari per la corretta impostazione della pratica):

Territorio Tassa Prima Classe Tassa Seconda Classe Tassa dalla Terza in poi (cad.)
Italia (UIBM) 101 € 34 € 34 €
Europa (EUIPO) 850 € 50 € 150 €

La registrazione marchi costi è dunque proporzionale alla vastità della tutela richiesta.

Costi di registrazione del marchio in Italia

costi registrazione marchio in Italia comprendono una tassa di deposito che, in una sola classe è di circa 100€, mentre la stessa tassa per ogni classe aggiuntiva è di poco più di 30€.
I costi del consulente dipendono dallo studio e sono in genere superiori ai costi delle tasse.

Registrazione marchio Europeo: i costi

costi di registrazione di un marchio Europeo o Comunitario comprendono tasse di deposito che, in una sola classe, sono di  850€, in due classi di 900€ in totale e per ogni classe aggiunta, un sovrapprezzo di  150€.
I costi del consulente dipendono anch’essi dallo studio e sono in genere inferiori ai costi delle tasse.

Quanto costa registrare un marchio Internazionale

I costi di registrazione di un marchio Internazionale, valido in uno o più paesi varia notevolmente a seconda delle nazioni, del numero di classi, delle eventuali opposizioni ed esami nelle singole nazioni ed anche del valore del Franco Svizzero. Non è quindi possibile indicare dei prezzi precisi a priori, ma vi preventiviamo dettagliatamente i costi per il Vostro deposito.

Dubbi sui costi da sostenere? Affidati a professionisti!

Costi registrazione marchio: il nostro valore aggiunto

Le spese di registrazione di un marchio sono spesso oggetto di interrogazioni da parte dei nostri clienti.

Alcuni di loro si chiedono quale sia l’utilità di una consulenza professionale e ritengono che rivolgersi a professionisti serva esclusivamente a superare gli ostacoli burocratici.

Non si tratta solo di questo: un professionista è garanzia di un lavoro svolto correttamente sin dal suo principio!

Lunati&Mazzoni offre prestazioni efficienti ed efficaci a un costo ragionevole (se pensati annualmente, i nostri costi si riducono a poche decine di € l’anno).

È bene tenere a mente che se il marchio non è registrato correttamente, ad esempio se è registrato in forma grafica troppo limitativa, non vi proteggerà dalla vera contraffazione volontaria. I contraffattori, infatti, controllano come è stato registrato il vostro marchio proprio allo scopo di utilizzare e registrare un marchio simile, non interferente con lo stesso.

Questi pochi Euro risparmiati possono tradursi in un danno enorme per l’azienda, poiché una scorretta registrazione non è recuperabile al momento della lite!

Inoltre, Lunati & Mazzoni monitorerà le vostre scadenze di rinnovo, prove d’uso e sorveglianze che vi aiuteranno nella difesa del Marchio.

Hai altre domande sui costi di un marchio?

Cosa fare prima di registrare un marchio?

Prima di registrare un marchio, è fondamentale eseguire una scrupolosa e approfondita ricerca di anteriorità per verificare che il segno distintivo scelto sia nuovo e non già depositato da terzi. Inoltre, bisogna individuare esattamente le corrette classi merceologiche necessarie per tutelare i propri prodotti o i propri servizi aziendali.

Nel nostro lavoro affianchiamo il cliente proprio in questa fase nevralgica. Operare un’analisi di “Freedom to Operate” (libertà di attuazione) assicura che il costo di registrazione di un marchio non sia vanificato da pretese altrui. Definire le classi secondo la Classificazione di Nizza è altrettanto decisivo: una classificazione inesatta rende nulla la protezione.

Un privato può registrare un marchio?

Sì, un privato cittadino può assolutamente registrare un marchio commerciale, anche se non possiede ancora una partita IVA attiva o un’azienda costituita. La legge italiana ed europea consente infatti a chiunque, persona fisica o giuridica, di depositare e tutelare un segno distintivo in vista di un utilizzo imprenditoriale futuro.

Abbiamo assistito numerosi privati nell’avvio dei loro progetti. È importante ricordare che la risposta a quanto costa registrare un marchio in Italia è identica sia per i privati che per le società. L’unica regola è che il marchio deve essere effettivamente utilizzato nel commercio entro 5 anni dal deposito per evitarne la decadenza per non uso.

Quali sono i vantaggi e conviene registrare un marchio?

Registrare un marchio conviene sempre poiché conferisce al titolare l’esclusivo diritto di utilizzo commerciale del segno. Questa operazione impedisce ai concorrenti di usare nomi simili, accresce notevolmente il valore patrimoniale dell’impresa e fornisce basi legali molto solide per intraprendere rapide azioni di contrasto contro ogni forma di contraffazione.

Il costo della registrazione di un marchio è quindi un investimento strategico primario. Permette di creare un asset aziendale tangibile, cedibile o concedibile in licenza, costruendo la fiducia del consumatore al riparo da concorrenza sleale.

Quanto tempo ci vuole per la registrazione di un marchio?

In Italia, l’intero processo per la registrazione di un marchio richiede generalmente dai sei ai dodici mesi, sempre se non emergono opposizioni da parte di terzi. In ambito europeo, le tempistiche ufficiali sono invece leggermente più brevi, aggirandosi mediamente attorno ai quattro o sei mesi per la concessione definitiva.

Nonostante queste tempistiche, rassicuriamo sempre i nostri clienti che la protezione legale è retroattiva. Essa scatta a partire dal momento in cui viene depositata la domanda, non dal momento dell’effettiva concessione finale.