Pollice verso nei confronti del trend grafico dei marchi

Da diversi anni ormai il design e la moda sono orientati al minimalismo.
Personalmente è un gusto che condivido in pieno. Ad esempio in architettura di interni, mi piacciono gli spazi lineari, vuoti, bianchi, ampli e non ridondanti. Certo sto ben attento a non togliere anche tavoli, sedie e letti in nome del minimalismo!
Il trend minimalistico si sta imponendo anche sui loghi o sui nomi, in maniera molto più decisa. In questo campo sembra invece che i grafici stiano proprio togliendo “sedie e tavoli”, se non il pavimento e le pareti stesse.
Guardiamo per esempio all’immagine di tre marchi noti… notate niente? I nomi e le parole sono scomparsi!
Splendido, nessun problema di lingua, nessun problema di pronunce diverse, un aspetto grafico lineare e gradevole.
Tuttavia mi sorge spontanea una domanda: come dico a un mio amico di trovarci da Starbucks? Gli dico ci vediamo dalla sirena verde? E siamo sicuri che mi capisca?
Come cerco la vendita di scarpe Nike nel mio quartiere? Disegno la piuma della Nike sul motore di ricerca?
Lo stesso trend lo stanno seguendo molti loghi: disegni inesistenti, nomi descrittivi in Helvetica, in due parole: “marchi invisibili”. Risultato: qualsiasi investimento per valorizzare il marchio sul mercato finisce in gran parte nella spazzatura.
Guardate invece Google, Apple (che sta facendo retromarcia e arricchendo la sua mela almeno di un riflesso luminoso), Amazon, marchi si devono distinguere e nominare con rapidità e semplicità, quindi no ai marchi barocchi ma no anche ai non-marchi.

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