Con questo post, faccio un salto in un campo non proprio mio: il design e il rinnovo estetico dei marchi. Infatti, io i marchi li proteggo, non li progetto.

Essendo in un campo del quale non sono professionista, scrivo i miei liberi pensieri.

Abbiamo già visto nel post https://www.lunati-mazzoni.com/2018/11/29/marchi-esclusivamente-figurativi/, la recente tendenza delle grandi aziende: eliminare qualsiasi aspetto verbale e fonetico dai marchi. Abbiamo anche già espresso le nostre perplessità.

Perplessità che rafforzo in questa sede.

A mio parere, le grandi aziende stanno compiendo l’opera suicida di cancellare i propri nomi.

Da ultimo, ho visto sulla nuova carta di credito la variazione del marchio MasterCard, come vedete nell’immagine (da https://www.monotype.com/resources/articles/a-wordless-future-what-mastercard-s-new-logo-tells-us-about-the-modern-brand).

Scusate, se non mi intendo di questioni bancarie e il cassiere mi chiede “MasterCard o Visa?” io che gli rispondo? … “Boh, ha due pallini” … o forse prima gli rispondo “È arancione” o ancora “C’è una sfinge sullo sfondo”.

E su internet cosa cerco? Disegno i due pallini in Google immagini?

E se devo consigliare la MasterCard a un mio amico che gli dico? Prendi la carta coi due pallini? Impensabile!

E tra dieci anni le persone che avranno trent’anni e che non avranno mai visto la scritta MasterCard, come potranno ricordarselo?

Possibile che non sia chiaro che il nome dato a un prodotto fa parte del prodotto e lo definisce? Non avendo un nome, il prodotto rimane indefinito e quantomeno monco.

Al contrario, io consiglio di nominare anche i processi, proprio per dare loro consistenza e commerciabilità.

E qui torno al nostro video: https://youtu.be/e4JRm5kWqk4 . Proprio qui sosteniamo che Luca, creando e proteggendo i marchi delle tecnologie, consente la loro diffusione senza doverle raccontare nuovamente ogni volta.

Qui al contrario stiamo assistendo all’eliminazione dei nomi e alla conseguente eliminazione di identità.

Assurdo!

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