Il report di Draghi si sofferma su brevetti e innovazioni

Come noto, Mario Draghi, è stato incaricato dalla Commissione Europea di preparare un rapporto su “Il futuro della competitività europea”.
Un passo fondamentale, che traduco direttamente dallo stesso report, cita:

… Il problema non è che l’Europa manchi di idee o di ambizione. Abbiamo molti ricercatori e imprenditori di talento che depositano brevetti. Ma l’innovazione è bloccata nella fase successiva: non riusciamo a tradurre l’innovazione in commercializzazione e le aziende innovative che vogliono crescere in Europa sono ostacolate in ogni fase da normative incoerenti e restrittive. Di conseguenza, molti imprenditori europei preferiscono chiedere finanziamenti ai venture capitalist statunitensi e scalare sul mercato americano. Tra il 2008 e il 2021, quasi il 30% degli “unicorni” fondati in Europa – startup che hanno superato il miliardo di dollari di valore – ha trasferito la propria sede all’estero, la maggior parte negli Stati Uniti. Con il mondo in procinto di una rivoluzione dell’intelligenza artificiale, l’Europa non può permettersi di rimanere bloccata nelle “tecnologie e industrie di mezzo” del secolo scorso. Dobbiamo sbloccare il nostro potenziale innovativo.

e anche, a pagina 29:

The EU should become as attractive for inventors as other leading regions for innovation. The report recommends a number of measures to support the transition from invention to commercialisation in Europe. First, to overcome bureaucratic barriers in universities and research institutions to managing intellectual property rights with their researchers, a new blueprint for fair and transparent royalty sharing is recommended.

È esattamente ed il motivo per il quale l’ho scritto. In Italia, il problema è ancora maggiore che in altri stati Europei, visto che anche la conoscenza della proprietà industriale da parte delle imprese è da migliorare in maniera importante.