La fortunata coincidenza nella quale sgravio delle royalties e patent box possono sommarsi

Royalties e Patent Box 2026

Abbiamo trattato, in articoli precedenti e in particolare qui (https://www.lunati-mazzoni.com/2021/11/12/il-nuovo-patent-box/) e qui (https://www.lunati-mazzoni.com/2025/03/10/ancora-fiscalmente-una-manna/), dei vantaggi fiscali connessi ai titoli di IP dati da Patent Box e dallo sgravio fiscale dato dalle royalties.

In poche parole, il Patent Box consente di iper-valutare il costo delle spese di ricerca e sviluppo (costi in deposito e mantenimento brevetti, costo dipendenti ricercatori, prototipi, enti esterni…) al 210%, avendo così un virtuale aumento dei costi e una connessa riduzione della tassa sugli utili.

Un altro sgravio, invece, consente al titolare che dà in licenza i brevetti o marchi alla sua azienda, di godere di uno scento del 25% sulle tasse connesse al guadagno (IRPEF e simili) personale, e di segnare il costo per l’azienda come un costo totalmente deducibile.

Fino ad oggi ritenevo che le due misure non si potessero sommare, o il brevetto è a nome dell’azienda che può godere del Patent Box o del titolare che può godere dello sgravio sulle royalties.

Ho da poco scoperto che non è così.

Infatti, se il brevetto è di titolarità del proprietario dell’azienda e lo dà in licenza all’azienda, quest’ultima può godere del Patent Box se l’azienda possiede:

·       il diritto di sviluppare, sfruttare e tutelare i diritti dell’invenzione brevettata,

·       il diritto di escludere tutte le altre persone (tra cui il concedente la licenza),

·       l’esclusiva di tale diritto all’interno di almeno un intero territorio nazionale.

Ovviamente le condizioni devono essere tali da poter sfruttare i vantaggi fiscali e, come sempre, i presenti articoli sono solo uno sputo per poter approfondire e affrontare, con i propri commercialisti, la questione.

Siamo ovviamente a disposizione per indicarvi nominativi di consulenti informati che vi potranno aiutare.